E se l’intelligenza delle macchine fosse un problema semiotico?
Lorenzo Redaelli Recentemente mi sono imbattuto in un contributo di Francesco D’Isa, poi ripubblicato anche su questo blog, sull’intelligenza delle macchine, che merita attenzione, non solo per l’equilibrio del ragionamento, ma perché mette a fuoco con onestà il nodo centrale...
Il mito dell’autonomia originaria e cosa fanno veramente gli Agenti-LLM
Fabio Ciotti Questo articolo propone una concezione scalare e anti-essenzialista dell’autonomia degli agenti artificiali basati su modelli linguistici di grandi dimensioni. Muovendo dall’argomento dennettiano contro l’intenzionalità originaria, si sostiene che l’autonomia non sia una proprietà tutto-o-niente, ma una proprietà graduale...
Adriano Fabris e la filosofia morale nell’era dell’intelligenza artificiale
Adriano Fabris si muove nel panorama filosofico come una di quelle figure che riescono a mantenere lo sguardo lucido mentre il mondo tecnologico accelera al ritmo cardiaco di una startup che ha appena ricevuto un round di finanziamento troppo generoso....
Sylvie Delacroix: Intelligenza artificiale e democrazia: l’incertezza come forma di libertà
L’intelligenza artificiale si trova oggi in quel punto di torsione dove in cui la tecnologia non avanza, ma cambia direzione: non deve più solo imitare l’intelligenza umana, deve capire come non distruggerla. Perché la vera sfida non è tecnica, è...
Shannon Vallor mostra che il futuro dell’intelligenza artificiale dipende dalle virtù tecnologiche: non dal codice, ma dal carattere umano.
Stiamo costruendo macchine che non ci superano, ma ci imitano. L’intelligenza artificiale non pensa: riflette. Ogni algoritmo è un frammento del nostro carattere, ogni sistema automatizzato è una proiezione delle nostre mancanze morali. Shannon Vallor, con Technology and the Virtues...
Filosofia dell’intelligenza artificiale di Gino Roncaglia
Il punto di partenza merita un risalto: l’IA non è più un utensile passivo, ma un agente che “produce” testi, immagini, decisioni. Roncaglia insiste, con giusto sospetto filosofico, che non basta demonizzare la “macchina creativa”, né banalizzarne il potenziale. Questo...






