In un momento in cui l’industria tecnologica globale continua a oscillare tra promesse salvifiche e paure apocalittiche, questo progetto prova a spostare il baricentro dalla semplice corsa ai modelli generativi verso la governance etica, politica, culturale e istituzionale dell’AI.

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Il 19 giugno 2026 l’Università degli Studi Università Roma Tre ospiterà nell’Aula Magna del Rettorato la presentazione ufficiale della nuova Cattedra UNESCO in “Ethics of AI and Practical Wisdom”, che ha come Chair Mario De Caro (Roma Tre) e come Co-Chair Benedetta Giovanola (Macerata). Questa iniziativa segna un passaggio importante nel dibattito sull’intelligenza artificiale. In un momento in cui l’industria tecnologica globale continua a oscillare tra promesse salvifiche e paure apocalittiche, questo progetto prova a spostare il baricentro dalla semplice corsa ai modelli generativi verso la governance etica, politica, culturale e istituzionale dell’AI.
Il coordinamento dell’evento sarà affidato a Mario De Caro e Benedetta Giovanola.
La giornata si aprirà alle ore 9:00 con un’ampia presenza istituzionale, per segnalare che il tema dell’etica dell’intelligenza artificiale non appartiene più soltanto ai laboratori di ricerca o ai panel delle conferenze tech, ma entra stabilmente nell’agenda pubblica.
Tra gli interventi più attesi della mattinata spicca quello di Marianna Bergamaschi Ganapini (University of North Carolina), che affronterà il tema dei “Fondamenti di etica dell’intelligenza artificiale: dalla teoria alla pratica”. Un argomento che negli ultimi mesi è diventato improvvisamente concreto dopo i numerosi report internazionali sulle capacità manipolative e ingannevoli degli agenti AI avanzati. La distanza tra teoria morale e deployment industriale si sta riducendo molto più velocemente di quanto i regolatori europei avessero previsto.
Accanto a lei interverrà Enrico Panai, presidente della Association of AI Ethicists, con una relazione dal titolo estremamente significativo: “Il tassello mancante: la professionalizzazione degli eticisti dell’IA”. Una frase che fotografa bene l’ambiguità dell’attuale mercato AI. Le aziende parlano continuamente di “AI responsabile”, ma raramente assumono figure realmente indipendenti capaci di bloccare decisioni ad alto rischio. Nella maggior parte dei casi, l’etica aziendale finisce relegata a un PDF elegante pubblicato nella sezione sustainability del sito corporate, accanto a fotografie minimaliste di data center immersi nel verde.
Il parterre degli interventi conferma il tentativo di costruire un ponte stabile tra diritto, filosofia, tecnologia e governance pubblica. Parteciperanno infatti studiosi e ricercatori, insieme a giuristi e specialisti di governance pubblica. Una composizione interdisciplinare quasi inevitabile; l’intelligenza artificiale moderna non è più soltanto un problema computazionale. È una tecnologia infrastrutturale che ridefinisce potere, lavoro, istruzione e distribuzione dell’informazione.
Nel pomeriggio, alle 14:30, il focus si sposterà sulla Filosofia dei Large Language Models. Tra i relatori principali emerge il nome di Roberto Navigli, uno dei massimi esperti europei di elaborazione del linguaggio naturale, il cui lavoro scientifico ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo dell’AI linguistica contemporanea. Accanto a lui interverrà Diego Marconi, figura storica della filosofia del linguaggio italiana e uno dei protagonisti del dibattito epistemologico sull’IA. Il workshop ospiterà anche contributi di Yugin Cho, Giulia Piredda, Luca Zanetti e Dimana Orlinova Anastassova. Un confronto che tocca una delle questioni più controverse dell’intero ecosistema AI: questi modelli comprendono davvero il linguaggio o simulano semplicemente correlazioni statistiche su scala industriale? La risposta, curiosamente, influenza già il valore di mercato delle big tech molto più di quanto influenzi il dibattito accademico.
Alla discussione parteciperanno inoltre nomi centrali del panorama italiano dell’innovazione e della cultura digitale. Una presenza che segnala la crescente convergenza tra accademia, industria tecnologica e dibattito pubblico. Fino a pochi anni fa l’etica dell’intelligenza artificiale era considerata un lusso teorico; oggi è diventata un asset reputazionale e normativo strategico.
L’evento è in collaborazione con la Society for the Ethics and Politics of AI (SEPAI) e con la Società Italiana di Filosofia Analitica (SIFA), con RivistaAI e BrandGenesi come media partner, confermando la volontà di trasformare la nuova Cattedra UNESCO in un hub permanente di riflessione critica sull’intelligenza artificiale. Mentre la Silicon Valley continua a misurare il progresso in token processati e GPU installate, Roma prova a introdurre nel dibattito una domanda molto meno spettacolare ma forse decisiva: chi definirà i criteri morali dei sistemi artificiali che governeranno le prossime infrastrutture cognitive del pianeta.
* Il programma potrà subire variazioni *
Ingresso libero fino a esaurimento posti. Si suggerisce di prenotare



